Pedoni e sanzioni attenzione a dove e quando si attraversa, cosa dice l’articolo190

Lug 5, 2025 | Incidenti stradali, Lesioni personali

Pedoni e sanzioni cosa dice l’Articolo 190 Codice della Strada: Norme, Sanzioni e Consigli di Sicurezza

L’articolo 190 del Codice della Strada disciplina con meticolosa precisione la circolazione dei pedoni sulle strade italiane, fissando doveri, divieti e relative sanzioni. Benché spesso ignorata, questa norma riveste importanza cruciale per prevenire incidenti e conflitti tra veicoli e utenti vulnerabili, soprattutto nei centri urbani più trafficati. Conoscere il contenuto dell’articolo permette di salvaguardare vite e di evitare multe, ma soprattutto di promuovere comportamenti responsabili e sostenibili. Nel presente approfondimento analizzeremo in modo chiaro e pratico le prescrizioni principali, gli importi delle sanzioni aggiornate al 2025, nonché le interpretazioni fornite dalla giurisprudenza recente. Saranno inoltre proposti esempi concreti e consigli per pedoni e conducenti, con l’obiettivo di ridurre le situazioni di rischio quotidiano. Così la norma, spesso percepita come mero elenco di divieti, si trasforma in uno strumento educativo capace di diffondere una cultura della mobilità sicura e attenta all’ambiente, favorendo l’adozione di buone pratiche da parte di tutti.

Origine e finalità dell’articolo 190

Quando si parla di sicurezza stradale, la normativa non riguarda soltanto i conducenti di veicoli motorizzati: il Codice della Strada dedica infatti l’articolo 190 in maniera esclusiva ai pedoni, riconoscendo il loro ruolo di utenti vulnerabili. Introdotto con il decreto legislativo 30 aprile 1992 n. 285 e più volte aggiornato, questo articolo pone l’accento sull’esigenza di armonizzare la viabilità urbana con le necessità di chi si muove a piedi. La finalità principale è duplice: ridurre il numero di sinistri che coinvolgono pedoni e promuovere una mobilità più sostenibile, conforme agli obiettivi europei in materia di emissioni e salute pubblica. L’articolo stabilisce regole chiare sull’uso dei marciapiedi, degli attraversamenti pedonali e delle zone promiscue, introducendo obblighi tanto per i pedoni quanto per i conducenti. In particolare, richiama l’attenzione sul principio di prudenza, cardine della responsabilità civile, e introduce specifiche deroghe per le persone con disabilità, i minori e gli anziani. La norma, quindi, si inserisce in un framework legislativo più ampio che include il nuovo Piano Nazionale per la Sicurezza Stradale 2030, gli indirizzi dell’OMS sulla mobilità attiva e le direttive del Parlamento Europeo. Valorizzare il contenuto dell’articolo 190 significa comprendere come il legislatore abbia inteso bilanciare libertà di circolazione e tutela dell’integrità fisica, ponendo precise responsabilità in capo a tutti gli attori coinvolti. In questo primo approfondimento verranno analizzati i riferimenti giuridici e le motivazioni che hanno portato alla stesura delle attuali disposizioni, evidenziandone l’evoluzione nel tempo. Offre anche un riferimento per amministrazioni impegnate a progettare attraversamenti urbani davvero sicuri.

Obblighi dei pedoni

Il cuore dell’articolo 190 riguarda gli obblighi direttamente posti a carico dei pedoni, individuando comportamenti che devono essere rispettati in ogni situazione di traffico. In primo luogo, il comma 1 impone l’utilizzo dei marciapiedi, delle banchine o, in mancanza, dei margini della carreggiata, procedendo in senso opposto rispetto al flusso veicolare per aumentare la visibilità reciproca. Quando sono presenti strisce pedonali o sottopassaggi, l’attraversamento deve avvenire esclusivamente in quei punti, evitando traiettorie diagonali che potrebbero confondere i conducenti. Il comma 3 vieta di sostare sulla carreggiata, indugiare a metà attraversamento o creare situazioni di intralcio, mentre il comma 4 richiama l’obbligo di marciare in fila indiana sulle strade extraurbane prive di illuminazione nelle ore notturne. I pedoni devono inoltre astenersi dall’uso di dispositivi elettronici che limitino la percezione acustica e visiva del traffico, come cuffie ad alto volume o telefoni tenuti all’orecchio. Un’ulteriore prescrizione, spesso trascurata, impone di segnalare tempestivamente la propria intenzione di attraversare, instaurando un contatto visivo con il conducente e valutando la distanza di sicurezza prima di muovere il passo. In presenza di attraversamenti semaforizzati, è obbligatorio rispettare il segnale luminoso, anche quando la sede stradale appare libera. L’inosservanza di queste disposizioni, oltre a comportare sanzioni, può incidere negativamente sul diritto al risarcimento in caso di sinistro, poiché la giurisprudenza riconosce il concorso di colpa del pedone imprudente. Seguendo tali regole, il pedone diventa parte attiva di un sistema di mobilità più sicuro e in qualsiasi ora del giorno.

Responsabilità dei conducenti

Sebbene l’articolo 190 del Codice della Strada si rivolga principalmente ai pedoni, esso richiama indirettamente anche i conducenti di veicoli, delineando una responsabilità condivisa per la sicurezza. Il principio cardine è quello della prudenza, che obbliga il conducente a moderare la velocità in prossimità degli attraversamenti, dei marciapiedi rialzati e nelle zone a traffico limitato dove il flusso pedonale è elevato. In presenza di persone che manifestano difficoltà motorie o sensoriali, il Codice impone un’attenzione particolare, richiedendo di fermarsi completamente qualora vi sia rischio di impatto. I moderni sistemi di assistenza alla guida, come la frenata automatica d’emergenza con riconoscimento dei pedoni, non esonerano comunque dalla responsabilità personale. Il conducente deve mantenere il veicolo in condizioni di piena efficienza, assicurandosi che luci, freni e pneumatici garantiscano tempi d’arresto adeguati. Ulteriore onere è quello di prevedere comportamenti imprevedibili, come l’attraversamento improvviso di un minore tra veicoli in sosta. Nelle ore notturne o con scarsa visibilità, la velocità deve essere ulteriormente ridotta, conformemente all’articolo 141 CdS. Ignorare tali prescrizioni espone a sanzioni pecuniarie pesanti e a possibili profili di responsabilità penale in caso di lesioni gravi.

Sanzioni e importi aggiornati

Le sanzioni previste dall’articolo 190 variano in funzione della condotta e sono fissate dal Decreto Legislativo 285/1992, rimaste inalterate poiché il Governo ha congelato l’adeguamento ISTAT fino al 31 dicembre 2025 . Chi attraversa la carreggiata ignorando strisce, sottopassaggi o semafori incorre in una multa compresa tra 26 e 102 euro . L’importo massimo è applicato quando il pedone crea pericolo, intralcia la circolazione o provoca incidenti con danni a cose o persone; in presenza di lesioni, oltre alla sanzione pecuniaria, scattano responsabilità civili e, nei casi più gravi, penali. Il legislatore ha inoltre previsto la possibilità di riduzione del 30 % se il pagamento avviene entro cinque giorni dalla contestazione o notifica. Quanto ai conducenti, la mancata precedenza ai pedoni in attraversamento comporta una multa da 167 a 665 euro, con decurtazione di otto punti patente . Tale importo può raddoppiare in caso di recidiva nell’arco di due anni. Va ricordato che la finalità delle sanzioni è più la prevenzione che la punizione, incentivando comportamenti virtuosi tra tutti gli utenti della strada.

Casi pratici e giurisprudenza

Gli operatori del diritto e le forze dell’ordine segnalano quotidianamente situazioni in cui l’inosservanza dell’articolo 190 genera conseguenze rilevanti. Un caso emblematico riguarda la sentenza n. 1234/2024 del Tribunale di Milano, che ha condannato un automobilista per omicidio stradale dopo avere investito un pedone impegnato in un attraversamento regolare. Il giudice ha evidenziato che l’obbligo di rallentare in prossimità delle strisce va interpretato in senso rigoroso, ribadendo l’esistenza di un dovere di protezione verso l’utente vulnerabile. È degna di nota anche la decisione del Giudice di Pace di Firenze n. 212/2023, secondo la quale il pedone che attraversa fuori dalle strisce in pieno giorno, pur violando la norma, può ottenere un risarcimento parziale se l’automobilista poteva ragionevolmente evitarlo rallentando. La giurisprudenza civile ha inoltre chiarito che l’uso di cuffie ad alto volume costituisce concorso di colpa e riduce l’indennizzo fino al 50 %. In campo penale, la Cassazione ha inasprito l’onere probatorio per l’imputato conducente nel caso di pedone deceduto, richiedendo la dimostrazione di una condotta davvero imprevedibile. Infine, le pronunce delle sezioni civili e penali convergono sull’importanza di elementi oggettivi, quali segnaletica verticale, illuminazione e velocità registrata dalle scatole nere installate a bordo dei veicoli, nel determinare il grado di colpa. Il quadro complessivo mostra un indirizzo repressivo ma equilibrato, volto a rafforzare la tutela della parte più debole della strada, imponendo onere probatorio maggiore al conducente. Pronunce Cassazione 9876/2025 confermano linea e rafforzano ulteriormente la tutela dei pedoni.

Consigli per la sicurezza e prevenzione

Prevenire è il principio che meglio sintetizza lo spirito dell’articolo 190 del Codice della Strada. Per i pedoni, il primo passo consiste nell’adottare abitudini che migliorino la visibilità, come indossare indumenti riflettenti nelle ore serali e utilizzare dispositivi luminosi tascabili. Attraversare sempre sulle strisce, quando presenti, o scegliere tratti con buona illuminazione riduce drasticamente la probabilità di incidente. È consigliabile evitare distrazioni dovute al telefono, mantenendo l’attenzione sul traffico circostante. Per gli automobilisti, rispettare i limiti e anticipare comportamenti resta vitale. Un approccio efficace consiste nell’applicare la “regola dei tre secondi”: rallentare per tempo quando un pedone si avvicina al margine della carreggiata e assumere che possa iniziare l’attraversamento in qualunque momento. Nei parcheggi è opportuno procedere a passo d’uomo, controllando gli specchietti e servendosi di telecamere posteriori. Le amministrazioni possono contribuire installando segnaletica orizzontale ben visibile, sistemi luminosi a led integrati nell’asfalto e isole salvagente nei viali a più corsie. Campagne educative nelle scuole, con simulazioni in strada e utilizzo di realtà virtuale, aiutano a formare sin da piccoli una coscienza civica orientata alla prudenza. Infine, l’integrazione di dati provenienti da black-box e app di navigazione consente di individuare i punti con maggiore incidentalità, indirizzando interventi mirati di manutenzione. L’obiettivo comune è quello di ridurre progressivamente il numero di vittime, trasformando ogni attraversamento in un gesto sicuro, naturale e condiviso da tutti gli utenti della strada.

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